mercoledì 21 aprile 2021

Sono due giorni che non scrivo, perché? Perché avrei scritto di getto che mi sembrava che mia mamma stesse meglio, che stava magari smaltendo la paura per il covid, lo stress per il vaccino... ma non ho scritto perché temevo che poi sarebbe arrivata la mazzata, la prova che non era vero. Così è stato: per un giorno e mezzo mi è sembrata stare meglio, poi ieri pomeriggio, in mezzo ad una telefonata di una sua amica, è uscita una confusione che mi ha fatto strizzare le budella. Senza memoria, per lei, senza memoria svanisco anche io. Senza memoria svanisce anche mio padre. Io ho paura. Tra poco torna, 10 giorni, ma cosa succederà anche con lui? Quello che temo è che si lasci andare come me. Poi non ci sarà più lei, poi non ci sarà più lui... e io come vivrò? In queste settimane ho fatto arrivare 2 pacchi, non li ho nemmeno aperti. Non mi interessano perché non riesco nemmeno a concentrarmi su cose 'belle'. In realtà non riesco a concentrarmi su niente, continuo solo a vedere nella mia testa come in loop tutti i passi che porteranno al disastro. Ho paura. E ho anche la sensazione che questa fase sarà veloce. Come farò senza di lei? Come farò a sopravvivere senza di loro? Dio, se almeno avessi un cavolo di lavoro, se avessi un sostentamento... vedo all'orizzonte problemi enormi. Vedo una montagna di solitudine, dolore. Resterò sola e senza la possibilità di provvedere a me stessa. Sono discorsi diversi, anche contrapposti e cinici se vogliamo, ma senza prospettive ho davvero paura che la mia vita finirà a breve. 


Poi esiste una piccolissima parte di me che crede davvero che la situazione di mia mamma derivi dalla somma esasperante dello stress covid + la tensione in casa che anche in questo inverno ha avuto momenti pesanti con la storia del riscaldamento ad esempio, e che quindi possa esserci una possibilità di recupero che permetta anche a me di avere tempo di mettere apposto qualcosa se non altro. Che conceda ancora un po' di tempo per fare due piani. Ma è talmente tanta la paura che non sia altro che una speranza vana che mi viene persino da scriverlo 'sotto voce', piano piano, senza grassetto, senza evidenza, senza enfasi. Quasi senza nemmeno il diritto di pensarlo. Così... 

1 commento:

  1. oggi pomeriggio ho raccontato tutto alla mia zia che ha accompagnato mia mamma a fare il vaccino. 3 ore e passa di chiacchiere e lacrime: è strano averne parlato perché da una parte rende tutto più 'vero', definitivo, non che non lo fosse già, ma suona così, dall'altra so di poter contare su di lei nel bisogno. Volevo però sottolineare una cosa, parlando e dicendo di un domani che sarò sola, lei come altri miei parenti, e anche amici in passato, non tentano nemmeno di smentire, di prospettare che potrei avere qualcuno. Assolutamente no. Non è più un'opzione verosimile. C'entra o no con il discorso in generale, forse sì come idea di solitudine e di come è impostata la mia vita.

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