sabato 25 marzo 2017

D A giorno 2

Alla fine ieri sera ce l'ho fatta a non mangiare niente ma non per merito di chissà che strategie, semplicemente perché il panico mi ha resa ko.
Questa mattina sono 2 le cose su cui vorrei focalizzarmi.
1- dopo un solo giorno ho già avuto la conferma del tempo che serve per completare bene questo diario alimentare( e la versione cartacea) e mi chiedo se tutto questo tempo passato pensando al cibo non rischi di essere controproducente.

2- un concetto su cui i libri che sto leggendo ora si focalizzano molto è l'idea di PESO RAGIONEVOLE, cioè qualcosa che realisticamente è più probabile riuscire a raggiungere, e che si aggira sul 10% in meno del peso iniziale. Ora, non ho competenze mediche per smentire nessuno per cui dico semplicemente che la cosa non mi piace. Io peso 121 kg, circa, il 10% sono 12 kg, arriverei a 109. Ancora uno sproposito per la mia altezza e che mi manterrebbe ancora nella fascia di obesità più alta. So che suono ridicola dicendo che perdere 12 kg non mi basterebbe ma in effetti non mi basterebbe! Per cui, per unire capra e cavoli facciamo che userò questo 10% come tappa, come primo obiettivo. Una volta arrivata lì, se mai ci arriverò, vedremo che fare!

Buona giornata :)


postilla aggiunta qualche ora dopo... che i problemi alimentari nascondano problemi psicologici è un dato di fatto ma... fatti tutti i passaggi del caso, sarebbe così sbagliato isolarli nuovamente dal resto? Tornare a vederli solo come un qualcosa di più meccanico? Voglio dire, combatto da un decennio con l'obesità, so cosa c'è dietro, ma se ad un certo punto quel dietro si risolvesse, non sarebbe bello vedere l'obesità come qualcosa di più semplice e curabile? senza pensare a pesi ragionevoli ma ad obiettivi sani da raggiungere e possibilmente nel minor tempo possibile? senza compromettere la salute ovviamente.
Cioè, sarebbe così grave tornare a farla un po' più semplice?

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