giovedì 2 marzo 2017

la violenza chiede.

Scrivere racconti, romanzi, storie, è un modo come un altro per esorcizzare le paure. Dietro ogni singola riga che scrivi, dietro ogni parola, c'è la storia che stai inventando tu, tu che sei in grado di tenerne le redini, di portare i personaggi verso il loro destino. Magari di mandare pure al diavolo il cattivo.
Ma la realtà sfugge alle regole del lieto fine quasi per forza, la realtà sfugge ad essere incasellata. del resto, dove arriva il capitolo? Quando arrivano i buoni?
Me lo chiedo perché come spesso mi succede, il mercoledì sera torno a casa carica di dubbi e paure. Dubbi perché non posso fare a meno di chiedermi in che razza di mondo viviamo se una comunità non può aiutare una persona vittima di abusi psicologici in famiglia, e paura di svegliarmi una mattina scoprendo che è troppo tardi per fare qualcosa.
I personaggi di un libro forse saprebbero come fare. Saprebbero da che parte cominciare. IO no.
Ho passato il pomeriggio in preda ad una rabbia infinita per come sono stata trattata da un ragazzo di 18 anni beatamente inconsapevole che anche il mio tempo ha un valore e ora mi ritrovo in balia di un'irrequietezza che mi sconvolge. Che fare quando sai che dovresti agire ma non hai gli strumenti? che fare per non complicare situazioni già delicate? che fare perché anche nella realtà trionfino i buoni?
Sono stufa di impegnarmi in guerre con ragazzetti ingrati e presuntuosi, vorrei fare di più, fare altro per chi davvero ne ha bisogno. Ma non so cosa, non so come.
E ho la sensazione che tutto questo riguardi molto anche il mio futuro.

Voglio essere una persona capace di agire quando qualcuno ha bisogno.
Vorrei essere migliore per gli altri, perché a parti invertite, io vorrei qualcuno vicino.
La violenza nella realtà ti chiede di essere guardata in faccia. affrontata. sconfitta.
DI sicuro cambia tutti quelli che entrano in questo gioco di merda.
Di sicuro cambia anche le priorità, cambia l'ottica con cui guardare il mondo, separa ciò che conta da ciò che non merita nemmeno di essere preso in considerazione.
Ti chiede che persona vuoi essere.
Ti chiede che mondo vuoi creare.
Ti chiede che comunità vuoi costruire.

Ti guarda dritto negli occhi e ti chiede se è il momento che tu ti metta davvero in gioco per le cose importanti.
Quelle che fanno davvero la differenza.
Per tutti.

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