Tra le mille riflessioni che ho fatto oggi mi sono accorta che moltissimi libri parlano di come sia importante organizzare il proprio tempo, dell'importanza di stilare mille liste di cose a cui dare la precedenza.
Ora, sto imparando che vivere la vita come fosse un'eterna e infinita scaletta non è probabilmente la soluzione migliore, anzi, è quella che porta proprio all'andare in tilt, sopraffatti dai mille impegni a cui si pensa di poter far fronte.
Ma, c'è un ma... a piccole dosi probabilmente invece queste liste, queste organizzazioni sono l'unica strada per uscire dal piattume a cui il panico, poco alla volta, mi ha costretta. All'inizio non ne volevo sapere perché, mi dicevo già sto di merda, quando non sto male vorrei essere libera di fare ciò che voglio.
pensiero in parte legittimo se non fosse che spesso quel 'voglio' era solo sinonimo di non fare nulla, non quel relax in grado di rigenerare, ma quelle sabbie mobili di indolenza che mi portavano a stare ancora peggio.
Recuperare l'importanza dei mille quarti d'ora persi è essenziale per ridare ritmo alla giornata.
Per dimostrarsi che si può ricominciare a vivere, anche tra un attacco di panico e l'altro.
Per rendersi conto che il tempo tra un attacco e l'altro si fa sempre più lungo...
per ricordare che occorre combattere per riavere indietro la vita.
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