lunedì 28 maggio 2018

quelle sere in cui

Probabilmente come riposta alla fatica che faccio a elaborare le emozioni che provo riguardo a ciò che mi sta a cuore, cioè quasi tutto, per non esserne travolta, mi capita spesso di ripensare con una sorta di nostalgia alla leggerezza con cui vivevo un tempo. Una leggerezza , sia chiaro, che non era frutto di mancanza di impegno, ma di un sano equilibrio e forse anche, banalmente, della più giovane età. Comunque, sin da quando il panico ha fatto la sua comparsa questa leggerezza è svanita  lasciando il segno in mille modi, ma questa sera mi sono tornati in mente gli ultimi, probabilmente, episodi regolari di quella sensazione, ovvero le sere delle due estati precedenti al panico durante le quali, spaparanzata sul divano, mi gustavo settimanalmente un film di quelli catastrofici, terremoti, tornado… finestre aperte, aria profumata che veniva da fuori, e quei film che mi rapivano completamente. Quando la tv(o il pc per essa)  non era una fuga dalla realtà ma solo un passatempo, reso ancora più piacevole dalla frescura delle sere d'estate, da quella dolce pigrizia che ci si poteva permettere… quando la mia mente non era costretta a pensare, cercando una soluzione, a mille strategie per domare il panico, i problemi, le delusioni… ogni tanto mi capita di rivedere ancora quei film, non è più lo stesso, ovvio, eppure se chiudo gli occhi e mi concentro, la sento ancora, quella dolcezza che avvolgeva le mie serate.
Prima che tutto si sgretolasse.

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