Comunque è piuttosto curioso quello che la mente ricorda a proposito dei primi momenti in cui ho capito che il panico avrebbe davvero cambiato la mia vita… ad esempio ricordo di un pomeriggio nell'estate tra la terza e la quarta liceo, avevo il panico da meno di un anno, ma ancora gli episodi sembravano vincolati a stress esterni, o forse a me piaceva credere che nel tempo libero me lo sarei evitata. Invece in quel pomeriggio le cose erano state diverse: dovevo riconsegnare un dvd in una videoteca che si trovava fuori dal centro della mia cittadina, anche io abitavo fuori dal centro, ma in un'altra direzione, per cui se prendendo il bus ci avrei messo un quarto d'ora, dieci minuti dei quali per raggiungere la pensilina, a piedi non meno di 45 minuti. Andata e ritorno quindi più di un'ora e mezza, perché all'andata si era in discesa ma al ritorno no, e non mi entusiasmava per nulla, per cui avevo optato per l'autobus. Ma optato o no, alla fine mi toccò andare a piedi, perché l'idea di finire sul bus, anche con poca gente, mi era impossibile per la forte ansia che era sbucata all'improvviso. Arrivai alla videoteca esausta, lasciai quello che dovevo e poi mi sedetti su un muretto li vicino. Mentre ero dentro, cercando di concentrarmi sui titoli dei dvd ebbi l'attacco di panico vero e proprio per cui, invece di prenderne un altro, consegnai solo quello che avevo già visto e uscii. Ferma sul muretto, annusando gocce essenziali dell'olio di finocchio, (poiché il grosso dei miei sintomi del dap erano a livello di stomaco, mi erano stati rifilati quelli come se soffrissi di una perenne indigestione), lasciai che il tempo passasse e alla fine, passata la crisi ed esausta, presi finalmente l'autobus. Stavo aggrappata alle sbarre di sostegno al punto che ricordo ancora la sensazione adesso del tubo tra le dita.
Non ricordo i momenti successivi, cioè il mio ritorno vero e proprio a casa, ma ricordo benissimo lo sgomento che avevo provato, quel rendermi conto che non ero più al sicuro da nessuna parte, nemmeno in una videoteca, luogo che per me all'epoca, insieme alla biblioteca, era una specie di paradiso in terra.
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