Sabato pomeriggio, piove, tanto per cambiare. Io penso, tanto per cambiare. Le giornate come quelle di ieri sono sempre molto pesanti, ma questa volta ho la sensazione che possa essere archiviata più alla svelta del solito, perché è come se fosse stata davvero uno sfogo, una pulizia, un potente temporale che lascia il cielo limpido e sgombro da nubi. Qualcosa è cambiato, ma forse nella direzione giusta ed è un bene perché nel frattempo mi sono resa conto di una cosa: nelle ultime settimane sto cominciando a provare nostalgia per le estati di 6/7 anni fa. Estati in cui stavo già malissimo, onestamente anche molto peggio di adesso, ma che mi concedevano un grande bonus che ora sento di non aver più: il tempo. Tempo inteso come possibilità di vivere esperienze, ma anche solo come possibilità che la mia salute migliorasse. Sì, in quello ci credevo un po' di più, anzi, non lo mettevo in dubbio, in un futuro magari non ben definito, ma certo, sarei stata meglio. Ora non è così, e la paura regna sovrana, tra incertezze di vario tipo. Non ultima quella economica. Sì, come dire, so che si vince facile puntando sui soldi come incertezza futura, ma ciò non la rende meno paurosa. Al punto che solo scrivere queste righe mi ha portata sull'orlo di una crisi di panico.
Credo siano momenti come questo che rendono sempre più vero il concetto che occorre muoversi, a piccoli passi, piccolissimi se serve, ma cercando ogni giorno di raggiungere qualche obiettivo tangibile.
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