Questo lunedì mattina niente fotina della bilancia. Forse ho fatto male, perché anche l'ago della bilancia ancora fermo sul 133 meritava di essere immortalato. Di nuovo. Magari rimedierò domani mattina.
Questa mattina dovevo andare in posta e in farmacia per un paio di commissioni. Ci sono andata. Come è stato?
Be', ho preso gli ansiolitici e poi sono andata, e direi che è stato relativamente gestibile. Sì, in posta avevo paura di sbagliare le due cose che dovevo fare, ma il breve tragitto in auto e a piedi è stato ok. Anche perché sono riuscita a farlo senza musica nelle orecchie né quei braccialetti che metto sempre al polso per la nausea anche nei tragitti brevi. La musica mi aiutava a distrarmi dal panico, i braccialetti erano più che altro un gesto scaramantico credo, visto proprio la brevità del tragitto. Tragitto che però è sempre lo stesso, ma che, e posso dirlo con cognizione di causa, ora mi viene il 70% più facile. E qui, in questo genere di cose, posso dire con tutta sicurezza di aver fatto passi avanti.
Il problema è che, però, nonostante i passi avanti, sono lontanissima da una vita che potrebbe essere soddisfacente. Soprattutto dal punto di vista relazione. Perché sul fronte lavorativo, be' almeno in ipotesi potrebbero esserci modi diversi di guadagnarsi da vivere, anche in extremis, venendo a patti con il mio malessere.
Seconda tappa: farmacia, perché dopo la psicologa che mi 'molla' almeno per qualche tempo, anche la dottoressa ha deciso di cambiare i miei farmaci. E io che avrei voluto lavorare per mollare un po' anche quelli vecchi (con esiti incerti, lo ammetto), mi ritrovo a dover cominciare una cura da capo. E ovviamente la cosa mi preoccupa. Ma anche in questo caso, l'unica cosa che posso dire è: prendiamo un giorno alla volta.
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