ollà… oggi verso le 18 ho messo fuori di casa il naso per un giretto di un'ora. C'era una bella arietta, vedevo tante persone in giro con un giacchettino, mi sono detta ma sì dai. Esco. Alla fine avevo un attacchino di panico, però se l'aria era freschetta, mi sembrava che sarei riuscita a gestirlo con facilità, quasi come un vecchio amico un po' dispettoso. In effetti il panico è svanito quasi subito ma, nonostante la gente fosse in giro attorcigliata in scialli, salviette, giacchette… io a mezze maniche morivo di caldo… :( Va be', questo è il trend di questa vacanza. L'anno prossimo però o sono psicologicamente/fisicamente pronta ad andare in spiaggia e quindi a fare il bagno, o meglio puntare a maggio. Certo è prematuro pensarci, ma in quel caso sono diverse le cose da ripensare, per esempio le lezioni e il volontariato per maggio. Va bene, vediamo come procedono i mesi..Nel frattempo, con l'ennesima versione del 'chi non sa fare, insegna', io dico che io che non faccio guardo. Studio le persone, e le persone che si incontrano verso le 18.30, sul finire della giornata di spiaggia, sono qualcosa di fenomenale. Soprattutto le famiglie con i bimbi piccoli che, praticamente arrosto dopo una giornata sotto il sole cocente, sono giustamente nervosi. Le mamme lo sono ancora di più, quindi si assistono a scenate in piena regola di pianti e isterismi vari. Domanda: ma l'abitudine di tenere i piccoli in spiaggia solo un paio di orette al giorno quando fa meno caldo è passata di moda? Cioè, fa trendy avere dei figli che sono piccoli pomodori al neon? Ma adeguarsi un po' al ritmo dei piccoli no? Rispetto a questo la mia infanzia pare lontana 3 secoli, non 30 anni…
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