Sto trascurando i miei disegnini da colorare in questi giorni ed è un male. C'è appena stato un tuono e ci mancava poco che mi ritrovassi appesa al soffitto per lo spavento. Diciamo che non sono esattamente rilassata. Sono qui al mare ma per come sto potrei essere ovunque, nel senso che sono talmente ossessionata dall'incontro di domani con la tipa per i documenti su cui sto sudando da due settimane quasi, che ieri sera mi sono ritrovata tra l'1 e le 2.15 a ripetere mentalmente e ossessivamente le domande da farle, l'ordine in cui porle… per cercare di capirci qualcosa. Ora, l'aspetto triste di tutta la vicenda è che tutto sommato è anche il suo lavoro aiutare noi suoi clienti per cui non dovrei sentirmi così spaventata per questa cosa! Nel senso che è contemplato che io non ne sappia quanto lei! Eppure sto dando di matto. Del resto quando faccio qualche lezione (e quindi sarei nella posizione della tipa che vedo domani) sono comunque sempre io a farmela sotto perché non mi sento mai all'altezza, quindi gira che ti rigira quella che si sente non adeguata sono sempre io, sia se sto di qua che di là dalla linea.
Se tutto andrà come previsto starò qui al mare 3 settimane intere. 3 settimane… l'ultima volta era successo nel giugno 2000, ovvero l'ultima estate prima del panico ( e prima della nullità che mi sarei sentita poi) comparso nell'ottobre 2000. Sì, con il cuore il mano (7 anni di terapia e nuova cura farmacologica) vorrei sperare che questa cosa chiudesse il cerchio. Ovvio, è solo una fantasia… ma in fondo è una sorta di illusione anche questo sentirsi sempre il difetto, eppure quello diventa reale quasi ogni singolo giorno. Lo diventa quando blocca il mio insegnare per le mille paranoie, quando mi fa desiderare che non mi cerchi più nessuno sebbene sappia quando mi servano soldi. Lo diventa quando salutare qualcuno diventa un'impresa talmente gigante che pensare di baciare qualcuno diventa fantascienza. Lo diventa quando diventa rabbia per tutto quello che non ho vissuto, rabbia che mi chiude gli occhi su tutto quello che potrei vivere ancora. Rabbia che mi auto preclude 9 strade solo perché non sono riuscita a percorrerne una.
Certo sono tutte belle parole, la realtà dei fatti torna ad essere che se penso a domani mi si contorce lo stomaco dalla paura.
Eppure vorrei che fosse davvero una nuova stagione. Vorrei che i passi avanti (perché ce ne sono stati) di questi ultimi due mesi proseguissero e diventassero davvero più tangibili in mille sfaccettature, in modo che io riesca finalmente a vivere la mia vita, andando in contro alle esigenze sempre più concrete dei miei e ai miei sogni e bisogni.
Sto raccogliendo fondi per in lotta con il panico. Clicca per donare: https://www.gofundme.com/in-lotta-con-il-panico&rcid=r01-1557848018,41-15107ca1076f43c3&pc=tw_co_campmgmt_w via @gofundme
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