Una bimba in affitto in un appartamento vicino al mio, rientrata dalla spiaggia, si è così sconvolta di non essere a casa sua che ha pianto come una disperata per quasi 20 minuti. Delle urla assurde, gridava 'voglio andare a casa', con una cosa nella voce che mi faceva venire i brividi. Aveva un'angoscia nella voce, pura disperazione. E' piccola e ovviamente non può fare molto, ma per strano che sia, mi ha ricordato me stessa, quando mi arrivavano potenti attacchi di panico e non ero a casa, ero più grande ma avevo la stessa sensazione di impotenza che ho avvertito nella sua voce. Non so come facciano a non impazzire coloro che sentono questa paura primordiale nello stomaco ogni giorno per motivi per più gravi di questi. E' il cuore che si disintegra.
Verso le 18 sono uscita per una piccola commissione, 18-19, un'ora per un giretto e sono tornata a casa in un lago di sudore. Non so nemmeno come ho fatto ad uscire, mi sembrava di non stare in piedi nemmeno prima, ma un passo alla volta missione compiuta. In ogni caso mentre camminavo pensavo, come sempre. Vedevo la gente passeggiare, alcuni accaldati ma nessuno proprio sconvolto come me. Io non so come potrei fare a fare, in senso generico, intendo. Poi non so mai dove arriva l'ansia e dove la realtà, ma mi sembra di piombare in terra ogni volta che metto un piede fuori di casa. Adesso per il caldo, poi per cosa? AHHHH... rimettere in sento il mio fisico mi sembra un'impresa. ogni questione diventa un ostacolo insormontabile. Ba… chissà come evolverà l'estate.
Oggi pomeriggio prima di uscire ho avuto proprio voglia di 'farmi due coccole', sebbene fossi con un orecchio teso per cercare di sentire eventuali movimenti di mio padre onde evitare di farmi trovare proprio sul più bello (aiuto), sono arrivata al clou in tre minuti e mezzo, ne avevo proprio voglia, ;) ma anche in quel caso non ho potuto evitare di pensare che sono troppo poche le volte in cui io mi sento davvero me stessa, ho come la sensazione di essere perennemente risucchiata nel ruolo che mi viene dato in casa; sono io che ho lasciato succedesse ma sono davvero me stessa quando insegno (se riesco a non farmi travolgere dall'ansia), quando scrivo, quando faccio volontariato, ma nella vita quotidiana ho la sensazione di aver messo di nuovo da parte chi sono. Non so perché, ma sta succedendo di nuovo, da troppo tempo. E credo che questo sia di grande impedimento ad una piena e libera espressione di ciò che sono, e quindi anche ad arrivare a qualche soddisfazione personale.
Nessun commento:
Posta un commento