mercoledì 13 dicembre 2017

ansia, domande, insicurezza, altre domande.

Il mercoledì da quando ho cominciato a seguire quella ragazza fuori casa e sono iniziati gli incontri in oratorio, è una giornata pesante. Indubbiamente ansiosa a mille. Per questo in un certo senso, l'ansia che provo ora, anche se mancano più di 3 ore a quando dovrò uscire, mi è più 'comprensibile' di quella dei giorni passati. Ciò non toglie che ne sono comunque infastidita. Mi è tornato in mente il lunedì pomeriggio, due settimane fa, che ero al mare, e che ho accompagnato mio padre in giro per commissioni. Anche in quell'occasione l'ansia ha fatto la sua puntatina, per abitudine direi, ma la sensazione di non dover rendere conto a nessuno di quei giorni... mamma mia che goduria! E allora mi chiedo: in questa fase ho più bisogno di momenti come quello o è vero il contrario e cioè che dovrei lavorare sodo per gestire momenti più complicati? Ho bisogno di una tregua o dovrei darci dentro e basta? Perché è chiaro che in prospettiva è meglio la seconda ipotesi ma se si impazzisce del tutto dall'ansia e dal disagio cercando di arrivarci, be'... forse andrebbe rivalutata anche la prima. Anche perché mi sembra, rispetto al mio fisico, all'ansia e a tutte le conseguenze, di aver tirato già troppo la corda con il mio corpo e la mia anima. Non vorrei finire per romperla per cose stupide.

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