Questa mattina dalla terapista mi sono sentita a quello che si dice il classico punto. Perché, onestamente, che altro c'è da dire? Quello che vorrei fare davvero "da grande" è scrivere, farlo in un modo che vada anche oltre il semplice romanzo, ma che abbia qualche componente psicologica che evidenzi anche i miei interessi. Ora, sebbene io possa continuare a provarci costantemente, i risultati non dipendono solo da me ed in ogni caso sono ben lontani dall'essere garantiti. Ciò detto però, nulla mi vieta di continuare a provarci. E infatti è ciò che faccio. Tra il lavoro dei sogni, però, e la realtà esistono le seconde scelte, insegnare è una di queste, ma qui sta la novità: il grande privilegio che mi do d'ora in poi di essere più selettiva sui ragazzi che seguo. Porterò a termine gli studi per poi aprire qualcosa in privato o comunque per poter dire di aver finito il percorso? Be', onestamente spero proprio di sì. Ma nel frattempo quello che faccio lo devo fare per me, per guarire, per stare meglio.
E forse è vero: è dura definirsi senza qualifiche precise, senza la laurea, senza essere definita come fidanzata, sposata, mamma... senza lavoro... E' difficile e non ci siamo abituati. Ma io questo sono: ciò che sono lo sono completamente al di fuori delle definizioni. E forse è proprio per questo che ho il bisogno estremo di capire davvero ciò che c'è sotto queste definizioni, e da qui il bisogno di prendermi tempo per me, solo ed esclusivamente per me. Non fare le cose per gli altri cercando di farle andare bene anche per me. Ad esempio: ho accettato di andare io a casa di un'alunna il mercoledì pomeriggio per andare incontro a loro consapevole che l'uscita avrebbe fatto bene a me. Giusto? SBagliatissimo, perché loro nel frattempo se ne approfittano e io non esco davvero per rafforzare me, ma solo per adeguarmi a loro, e così facendo non mi aiuto affatto. Se devo uscire lo devo fare per me, non come effetto collaterale di altri impegni.
Sì, mi rendo conto di quanto sembri egoista questo discorso, magari in linea con i tempi durante i quali l'unica persona a cui si pensa è l'io. Anche io lo sono? Forse, ma fino ad ora l'ho fatto nel modo sbagliato, per cui se egoista devo essere, che quanto meno lo possa essere nel modo giusto, quello che mi può fare stare bene.
Anche le attività di volontariato rispecchiano questo, e l'idea è: si esce perché intanto fa bene anche a me. Però vale solo fino ad un certo punto, perché è volontariato, ergo qualcosa di non obbligatorio, ergo o lo si fa con un po' di entusiasmo o è un disastro!
Voglio scrivere e lo faccio ma per il resto, per i soldi, per la vita... be' occorre essere più chiari, più definitivi, più onesti ed egoisti. Posso raggiungere vari obiettivi se li metto bene a fuoco, se per un po' dico stop a tutte le finzioni e dico: ok, sono senza etichette, senza definizioni e voglio lavorare per stare bene. Punto. Poi però devo avere le palle per portare avanti tale obiettivo.
Potrà sembrare solo un discorso senza senso, ma cazzo se non lo è! è da quando ho 17 anni che la mia vita è un caos infinito. Anni passati anche a cercare di incasellarmi dentro definizioni prestabilite. Ora queste definizioni mi stanno strette, voglio scrivere di amore, di paure, di passione, aiutare gli altri, concretamente, mentalmente. Esiste una definizione per tutto questo? Non so. e se non esistesse potrei sempre inventarlo io... Un personal trainer dell'anima con il pallino della scrittura? Ciò che conta è andare avanti, per me.
Ho paura che sia davvero arrivato il momento... il vero punto di svolta. Il punto in cui non serve più girare intorno alle cose. E ci tengo a precisare che sto scrivendo quasi sull'orlo di un attacco di panico, ma questa è la realtà. così stanno le cose.
E SE FORSE IL MIO VERO PROBLEMA SIA SEMPRE STATO QUELLO DI VOLERMI INQUADRARE IN ETICHETTE PER CONVENZIONE MA CHE NON HO MAI SENTITO MIE? E CHE INFATTI NON SONO RIUSCITA A RAGGIUNGERE? invece LA SCRITTURA, PUR IL FORMA E IN MODI DIVERSI, HA SEMPRE E DICO SEMPRE FATTO PARTE DELLA MIA VITA, SEMPRE. E FORSE è DAVVERO LEI LA CHIAVE DI SVOLTA DI TUTTO IL MIO ESSERE, L'UNICA "ETICHETTA" CHE SENTO DAVVERO MIA.
martedì 5 dicembre 2017
Ho paura che sia davvero arrivato il momento... il vero punto di svolta.
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