Ieri sera mi sono spazzolata altri 7 pasticcini. Ovvio, con quel che li ho pagati non ce la farei proprio a buttarli. 16,90 di pasticceria... con quella cifra in un supermercato si prendono due borse piene di dolci. In pasticceria 20 pasticcini. Buonissimi e che non ti sogneresti mai di buttare, infatti li ho mangiati, buttando alle ortiche la seconda sera di fila su 6 totali di presunto impegno. Ma la domanda non è perché li ho mangiati ieri e l'altro ieri, aver lì davanti una cosa buona e per giunta caretta presuppone una buona volontà di ignorarla che ancora non ho, la vera domanda è: a fronte anche del costo, perché prenderne così tanti? Se proprio l'altro giorno non riuscivo a resistere, perché non prenderne 5 o 6, o una decina al massimo, come facevo le prime volte che approdavo in pasticceria? No, adesso viaggio sui 20 perché sono preoccupata di volerne ancora tanto da star male e di non riuscire ad uscire per il panico. Così faccio la scorta, è sempre stato così, il bisogno di dolci è sempre andato di pari con il panico e quindi, quando riuscivo ad uscire, con il bisogno di fare scorte belle consistenti. E le scorte le ho fatte, sul mio corpo.
E ora? Ora mi sento nauseata per l'ennesimo fuori programma, incavolata per i 17 euro buttati, e curiosa di capire come poter procedere sulla strada giusta per più di due sere di fila. Sarà un percorso da incubo.
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