lunedì 12 febbraio 2018

ammetto...

Ammetto che ieri sono riuscita a riposarmi. Ammetto che ne avevo bisogno. Ammetto anche però, che la sensazione è sempre quella di restare con l'amaro in bocca. Sto vivendo settimane più piene, più vive, in pratica di sicuro migliori, ma come mi capita sempre più spesso di constatare, a fronte anche di crisi di panico ancora fortissime, ogni passo avanti che faccio mi urla di darmi una svegliata, perché il tempo passa così alla svelta! E io ho l'impressione di non riuscire a governare la mia vita per niente. Vita privata, hobby, relazioni, lavoro, studio, tempo libero, faccende domestiche... ogni aspetto della mia vita è un cantiere aperto, apertissimo. Tra la vita ideale che sogno, e la realtà in cui sto, c'è una zona grigia che mi pone domande. Che vuole per me dei cambiamenti, che me li suggerisce ma che non me li spiega davvero. Di fatto è più una sensazione, un bisogno di cambiare aria ma senza sapere bene da che parte. Il problema è che questo mi crea ansia a non finire perché è come se sentissi di non avere più tempo. Ma chi può dirmi quale è la mia strada se non me stessa? Come possono gli altri risolvere una domanda che è solo mia?
Del resto a volte ho l'impressione che l'input, la risposta, mi arrivi ma dopo crisi come quella di sabato, è la sensazione di potercela fare che sparisce.
Per questo sono sempre più convinta che cercare di lavorare sodo su alcuni aspetti, quelli che mi sono chiari, sia essenziale per superare questo periodo. In mezzo al caos che regna sovrano, dovrei attaccarmi come una cozza allo scoglio su quegli unici due punti di riferimento che ho, come cercare di risolvere il fattore peso.
Sembra logico eppure la confusione genera altra confusione, le uscite sono ancora legate al comprarmi del cibo, le serate arrivano presto e le settimane lasciano il posto ad altri mesi...

 
 
Più o meno da sempre, ho il pallino dei film catastrofici, ad un certo punto c'è sempre il momento in cui tutti i protagonisti principali si ritrovano a dover coordinare imprese eroiche nel giro di pochissimo tempo. Ecco, io adoro quei momenti lì, l'adrenalina che scorre, il fare squadra cercando di risolvere qualcosa di veramente importante... Può sembrare assurdo, ma a volte ho come l'impressione che nella mia vita dovrebbero esserci momenti così, ok senza bisogno di catastrofi imminenti ovvio. Come farei a gestirli resta un mistero enorme, ma c'è qualcosa di me in quelle scene, qualcosa che non sono ancora riuscita ad inquadrare e che, però, sento come necessaria per completare il quadro di ciò che sono. 
 

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