A volte ho la sensazione che le parole perdano di significato, o almeno che lo perdano quelle che ripeto spesso, all'infinito, fino alla nausea. Questa mattina sono andata in posta per sbrigare una commissione, pomeriggio pieno di lezioni, senza problemi l'uscita (incredibile ma vero), tensione alle stelle durante le lezioni e questa invece non è una novità. Sono arrivata alle 20 esausta ( avevo preso le goccine 3 volte) e nervosissima. Vado sulla ciclette per vedermi una puntata di Law & order e pedalare, invece passa mia mamma e cominciamo a chiacchierare, finendo poi quasi con il litigare quando lei mi dice che per certi versi, se è proprio vero che sto così male, lei e mio padre dovrebbero essere quasi ritenuti dei criminali per non aver fatto niente per aiutarmi. Mi ha fatto male sentirlo, non per il discorso delle loro colpe, ma per il fatto che davvero a volte ho l'impressione di essermi abituata a stare così di merda, a vivere questa non vita. Lo ripeto sempre, lo scrivo, ci penso, ma sentirlo dalle parole di un'altra persona fa davvero un altro effetto, è come fosse un milione di volte più potente. Di fondo davvero credo che non sia possibile un'alternativa.E allora mi chiedo perché. Perché penso di non potermi più meritare nulla visto il casino che ho fatto con la scuola? Che solo se e quando la finirò avrò diritto a vivere? Perché onestamente ritengo la cosa una stronzata macroscopica, eppure non posso escludere al 100% che non sia questo senso di colpa a spingermi nella melma di questa palude di vita. Questo senso di colpa che non mi fa ritenere possibile che qualcosa funzioni davvero, che io mi meriti che qualcosa funzioni (guadagnare con i libri, essere una brava insegnante...), questo senso di colpa mi fa sentire come se vivessi una menzogna, e questo sentirmi falsa mi impedisce di godere di quello che forse sono comunque in grado di fare e di essere, anche senza laurea. E porca miseria, mentre lo scrivo mi rendo conto di quanto sia vero!!!
Ma io non sono falsa, posso essere me stessa al mille per mille, pur con questo 'fallimento' scolastico alle spalle. Ho diritto anche io ad una vita, ad essere felice, nonostante la questione universitaria.
Per questo rimpiango sempre quando ero una ragazzina, serena e con la coscienza apposto. Ma ora crescere significa andare avanti nonostante tutto, non è scaricandosi la coscienza che si aggiustano le cose. Sarebbe solo dolore per tutti. Crescere significa farmi carico del mio passato ma andare avanti.
Per tonare sentirsi libera.
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