lunedì 23 marzo 2020

C'è stato un momento l'altra sera che preda dalla paura più forte, mi sarei buttata sotto il letto. Come se servisse a qualcosa.
Ma le emozioni funzionano in modo assurdo. Un mese e qualche giorno fa ero terrorizzata per la chiamata della polizia locale. Oggi ho paura di guardare fuori e trovare l'ennesima ambulanza. E il telefono… in questi giorni sì che ha senso che ogni volta che suona o arriva un messaggio, io sia terrorizzata dalle notizie che possono arrivare. Tutte le mie paure, quelle che mi tengono sotto scacco da 20 anni, oggi assumono tutta un'altra portata. Anche quel mancare il fiato tipico dei miei attacchi di panico.
Ho paura di come sarà il dopo, di cosa sarà per me il ritorno alla normalità, tra sindrome da attacco  di panico persistente e la paura post pandemia. Ho paura del dopo ma la verità è che persino pensare al dopo oggi mi sembra un lusso non consentito. Una specie di sfidare la sorte in modo impudente.
La realtà è un tempo sospeso e sapere che sta succedendo in tutto il mondo è terribile. Non c'è posto dove nascondersi.
Se non mi sbaglio un anno fa esatto, o giù di lì, stavo facendo i conti con quel mega attacco di panico durato qualcosa come 8 ore tra alti e bassi.
Oggi questo.
Non so come una persona con la mia storia potrà fare la sintesi tra i problemi di salute passati e questa paura presente.
Per ora l'obiettivo è solo stare concentrata sul presente. Non riesco a concedermi nessun pensiero nel futuro.
Ho paura.

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