Per quanto mi riguarda la paura è un aspetto costante di questi giorni. Ciò che cambia è lo sguardo singolo che poso di volta in volta su alcune diverse questioni. Ad esempio, ieri e oggi mi sono resa conto di pensare molto a quelle trasmissioni che si trovano di solito sulle reti locali/regionali, con un orchestra di liscio e persone, soprattutto anziani, che ballano. Adesso non si possono fare trasmissioni e incontri del genere, ma anche dopo… come si farà a fidarsi di nuovo per una socialità così? E forse sarà un bene non fidarsi, non subito comunque. Ma che andamento seguiranno le nuove modalità di relazionarsi? Cosa si potrà fare, cosa no, e al di là del potere o no, cosa si sentirà una persona? Fino a che punto la paura subentrerà alla razionalità?
Non ho mai avuto relazioni, l'ho ammesso più di una volta: né primo bacio né prima volta, né primo amore. L'idea che possa succedere d'ora in poi è stabile sull'1% e solo perché non ho voglia di dire 0. Ma anche l'idea di ritrovarmi a fare ciò che facevo prima, es il volontariato alla domenica quando stavamo 40 in un aula, anche se soprattutto bambini, o le lezioni faccia a faccia…
o anche banalmente quei pranzi di famiglia in una decina… io non so come sarà possibile andare oltre. E mi sembra di veder sfumare del tutto la possibilità di una normalità che ormai è un miraggio anche per gli altri. vent'anni di panico sfociano in questo.
una festa sulla spiaggia, il primo bacio in riva al mare… un caffè al bar… sfuma tutto. Per me, per gli altri…
spero ci saranno tante persone che senza farsi travolgere dalla paura come capita a me, usando la scienza e la razionalità, sapranno andare avanti e far ripartire questo mondo che si è scoperto così vulnerabile.
Nessun commento:
Posta un commento