giovedì 12 marzo 2020

Sto guardando molto twitter in questi giorni. Probabilmente pure troppo. Una cosa mi sta colpendo molto, persone che tra amici si promettono, quando tutto sarà finito, di uscire, vedersi, darsi quell'abbraccio che oggi non è possibile. Li invidio. Penso alle mie amicizie e mi accorgo di averle perse tutte per strada. Solitudine che mi avvolge forte.
Ieri sono uscita e sono stata male, questa notte verso l'una mi sono svegliata all'improvviso con un attacco di panico, idem poco fa. Quando questo sarà finito, la mia situazione sarà ancora lì ad aspettarmi e io sarò ancora lì a cercare di capire come venirne ad una.
Tra l'altro, mi rendo conto che questo stop mi farà fare un po' di passi indietro sull'affrontare il panico delle uscite.
Dicono che cambieranno molte abitudini. Io a questo punto spero sia vero anche per me, chissà che da questo disastro possano uscire cose buone.
Per ora il panico mi pungola, e non è certo per il dover stare in casa, quanto piuttosto per l'atmosfera che si respira.
Credo che molti che come me soffrono di panico, depressione, agorafobia… vivano sulla propria pelle la singolare situazione di essere da una parte già abituati ai limiti imposti ora e dall'altra angosciati dall'impotenza che ne seguirà.

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