le giornate stanno prendendo ormai una routine strana. Ore interminabili su internet senza riuscire a fare nulla, divorata da ansia e dalla tensione che cresce sulla rete, e poi dalle 17 davanti alla tv per sentire le conferenze su telelombardia e poi su tv Bergamo. Non riesco a fare nulla. La paura avvolge tutto. Distrugge tutto. La solitudine avanza, senza sosta, senza tregua. Mi sentivo sola prima, sbagliata prima. Mi sento sola ora, e ancora più fuori sincrono. Immagino di non essere l'unica. Questa quarantena non può che riflettersi sull'umore di chi soffre di panico, ansia, depressione. Sto prendendo meno ansiolitici del solito, perché ho paura di andare persino in farmacia a prenderli, sono tesa come una corda h24 e l'idea di non vedere la luce in fondo al tunnel mi fa girare la testa. Viaggio tra attacchi di panico e paura, vertigini e confusione. E in tutto questo mi viene in mente 100 volte al giorno la brezza dell'aria della passeggiata al mare, io che arranco sulla passeggiata in mezzo agli alti. Perché era comunque meglio, io non stavo bene ma gli altri sì. Ma l'aria sul viso… i profumi. Le grida di gioia… Non ci sarà nulla di tutto questo, sicuro non questa estate. Non riesco a stare serena, non riesco a concedermi il lusso di pensare al dopo. Un virus infinitamente piccolo ha messo in ginocchio il mondo intero.
In alcuni momenti nel giorno mi rendo conto che la mia mente cerca un appiglio dove approdare, ma non lo trova, e una parte di me pensa sia anche giusto così. Ma a che serve?
Solitudine, paura, ansia, solitudine.
Fortunatamente almeno la sera, per un paio d'ore riesco a immergermi a sprazzi in telefilm.
Chi l'avrebbe mai detto, anche solo un mese fa, che sarebbe successo tutto questo?
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