domenica 8 marzo 2020


Leggo spesso e da più parti, una frase che suona più o meno così: la depressione spinge a vivere troppo nel passato, l'ansia a pensare al futuro, sottinteso non vivendo il presente. Chi le vive tutte e due insieme sai che bellezza! Questa mattina vedevo i miei vicini di casa chiacchierare tra loro, io non solo non riesco ma mi chiedo quanti si siano dimenticati persino che esisto, e quelli trasferiti più recentemente non sapranno nemmeno chi sono. Come sono cambiata, chiacchieravo con tutti da ragazzina.
Parlando poi del più e del meno a pranzo, il discorso è virato sul mio futuro economico, su come farò a mantenermi. Non lo so. Io non lo so come farò senza le pensioni dei miei. Oggi sto per prendere le gocce per la 4^ volta in una botta continua di attacchi di panico (forse un po' spinto anche dalle notizie della Lombardia sul Covid-19 forse no). Io non so come posso fare in futuro. Forse è per questo che con il tempo ho smesso di immaginarmelo definito e lo vedo solo come una nebbia fumosa. Io non so come potrò guadagnare soldi e mantenermi. E se ci penso, me la faccio sotto. Mai come in questi momenti mi ritrovo a sperare che i libri che ho scritto riescano a darmi da vivere.
Ieri ho detto che devo pensare al presente, a sistemare un pezzo per volta, perché fino a che sto male 4 volte al giorno ogni programma a lungo termine è impossibile. Verissimo, ma faccio davvero fatica a restare concentrata sull'adesso e non farmi travolgere dalla paura, giustificata, del mio futuro. Non ho fiducia nei mei mezzi perché ho 20 anni che testimoniano ciò che NON sono riuscita a fare. Cambiare ottica è difficile, cambiare più che solo ottica mi sembra impossibile.

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