giovedì 25 giugno 2020

come nelle depressioni più classiche, arriva la sera e io sto un filo meglio, dopo che anche oggi la mia mente mi ha portato in pensieri orrendi per tutto il giorno. fortunatamente mi sono imposta un paio di attività (lavare le tapparelle e fare la doccia), che sono minime ma fondamentali per il mio stato.
Anche oggi è stata un'agonia legata alla situazione a casa con mio zio, ma soprattutto al pensiero terribile che io non riesca più a fare vacanze come questa perché mia mamma non potrà più stare sola, da lì a pensare a quando sola sarò io perché i miei non ci saranno più il passo è sempre brevissimo, e passa per la fase come farà mio padre se non riusciamo più a venir qui, visto che per lui è cmq sempre un po' casa sua? Ovviamente sono tutte situazioni che prima o poi succederanno, se non crepo prima io, ma che senso ha farmi angosciare fino a sti punti ADESSO?
Del resto avrei dovuto immaginare che per me sarebbe stata difficile già a 10 anni, quando saputo che il mio tf preferito era finito, mi ritrovai con un profondo senso di angoscia, che nessuno sembrava condividere (con il tempo poi in realtà su internet ho scoperto che non sono certo l'unica a legarmi così ai personaggi di tf, ma all'epoca non lo sapevo). >Ero qui al mare per il periodo invernale, ancora in questa stanza da dove scrivo ora, e mi sembrava di aver perso un intero gruppo di amici, gli amici di Bayside School che erano anche un po' miei.
Quando torno a casa credo che riprenderò il farmaco che usavo fino a qualche mese fa, poi si vedrà. Queste 3 settimane mi hanno rimbambita di dolore, per ipotesi vere, ma che non è detto accadano domani e cmq stando così di merda non risolvo certo niente, se non coltivare l'idea di buttarmi di sotto, per cui chiamo a raccolta la parte sana di cervello, quella che naturalmente punta all'autoconservazione e chi vivrà, vedrà. Chi vivrà… appunto.

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