mercoledì 24 giugno 2020

sono rientrata da poco da una visita da mio zio con mio padre per raccogliere dei limoni. Un'ora e mezza fuori. Questa mattina verso le 9 quando è stato il momento di tirarsi insieme e uscire, non ne avevo voglia, ma mi sono lasciata trascinare dagli eventi senza fare resistenza. In meno di mezz'ora mi sono alzata, vestita, ho fatto colazione ed ero pronta per uscire. Senza il panico a rompermi le balle, certo il motivo non è bellissimo: è la depressione che ha sostituito il panico per cui ciao. Non sono stata male da lui, per questo so di aver fatto bene ad andare, se poi l'alternativa era restare in casa a rimuginare, non c'era storia proprio, visto che anche questa mattina sia il dormiveglia che il risveglio, sono stati un'immersione nel dolore tipico di questi giorni.
Onestamente, per come sono stata, a differenza delle altre volte, non so se ho fatto bene a venire, mi riesce difficile pensare che a casa sarei stata peggio, ma confido che alla fine invece sia stata una buona idea. Se non altro per il cambio di aria e qualche raggio di sole.
Pensieri distorti ma basati su fatti concreti: l'età dei miei, il tempo che stringe, la paura della solitudine, la paura di non essere in grado di vivere, vista la mia esperienza. Quante volte negli ultimi anni c'ho pensato? Una marea, ( a dire il vero i conti con le età li ho sempre fatti, da che ero adolescente.), ma mai con la drammaticità e il dolore di questo periodo. Vorrei poter credere che il carico da 90 lo ha dato il covid, che con chi aveva già problemi come me ha avuto vita fin troppo facile nello scatenare le peggiori paure, davvero. Ma in realtà non ne sono affatto convinta. Sebbene nelle mie zone, Bergamo provincia, ci sia stato di che aver paura sul serio. Il punto è che, covid o non covid, nella mia testa è partito una sorta di timer che scorre velocissimo. e che mi fa andare in pappa il cervello. In realtà, fatta esclusione per gli imprevisti che però possono compire chiunque anche giovane, potrei aver davanti con i miei, almeno 5 anni potenzialmente decenti e non troppo diversi dal presente, ciò che conta è non dare i numeri, e invece è proprio quello che sto facendo. ieri ad esempio fissavo l'esterno del palazzo dove vivo. una decina di anni fa per ristrutturarlo abbiamo dovuto sborsare una marea di soldi (quasi 80000 euro a fine lavori), essendo una decisione del condominio era da fare e basta. I soldi non c'erano, e si è fatto un mutuo, concesso senza problemi con la garanzia delle pensioni dei miei. Quindi pensavo: e ai prossimi lavori? Che cazzo di garanzie do dal momento che non ho nessuna entrata? 36 anni mai riuscita a lavorare. Come farò a gestire la normale manutenzione della casa qui, quando non riesco a fare da sola nemmeno per quella dove vivo?
i fatti sono veri, i pensieri forse sono distorti (indubbiamente un po' inutili nel presente), e le emozioni mi stroncano.
Il mio cervello va resettato. Senza ombra di dubbio.

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