sabato 20 giugno 2020

ore 17.20

… un paio d'ore fa la situazione era questa:
interno giorno di camera mia, dalla terrazza il rumore di lavori in corso fastidiosi, decido che forse è il caso di uscire e prendere un po' d'aria/sole. Mi preparo con mascherina al seguito e esco. Penso che si sta bene, fa caldo ma non eccessivo e soprattutto non è afoso. Passeggio… consapevole che ho ancora il cellulare bloccato per via di una conversazione. Passeggio e guardo il mondo intorno a me. Livello umore cala di una tacca perché vedo tutti in compagnia, di un'altra perché penso al passato, un'altra perché sono sola. Di 10 quando percepisco come vado in allarme se qualcuno si avvicina a meno di 5 metri da me (e non per il covid) perché mi sento troppo a disagio con gli altri. Altre tacche se penso al disagio legato al fatto che forse lunedì vedo delle persone che conosco qui vicino (a questo è legato il telefono bloccato). Allora ho pensato: va be', tra una settimana sono a casa. -20: perché che trovo, a parte mia mamma, a casa? Il niente condito con la lite di mio zio.
Allora… saranno anche tutti pensieri distorti, come dice il libro, ma io sto male sul serio. Alla fine mi fa malissimo anche la testa, ovvio, ma questo eterno disagio leva letteralmente il fiato. E' un dolore troppo potente per poterlo sopportare.
Il libro cmq è questo.

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