mercoledì 17 giugno 2020

Ieri e l'altro ieri non ho scritto nulla, non mi andava. Sapevo che sarebbe scaturito il solito torrone e ne avevo nausea persino io. Però poi ieri sera e questa mattina sono stata decisamente meglio. Sono uscita con mio padre, ansia sotto controllo umore discreto, tanto è vero che mi sono avventurata nella vera passeggiata sulla spiaggia che avevo evitato perché troppo carica di ricordi, per restare nella zona più di negozi che è per me più neutra. Il fatto è che continuavo a chiedermi: guardo gli altri e non riesco più assolutamente a credere di poter godere qualcosa anche io in un futuro, non ci credo, anno dopo anno a ripetermelo… ora non ci credo più, e ok; ma possibile non riesca a smettere anche di smaronarmi il cervello con le cose più brutte? Lutti perdite solitudine… perché sarà anche vero che alcune cose sono certe, ma il come verranno vissute, i contorni, gli extra non sono definiti. Per cui se non riesco a pensare alle cose belle, finiamola anche con quelle brutte. Ma fermare il mio cervello è impresa dura… sono stata bene per un po' oggi, poi dalle 16.30 in avanti è come se avessi cominciato a spegnermi. Adesso mi sento una pezza per i piedi. Di nuovo. Mi sento esausta, svuotata, come se quella breve parentesi positiva fosse stata una recita che mi ha succhiato energia. Mah… è davvero strano sentirsi così. Psicologia? Biologia?
Ieri ho saputo di una separazione in una famiglia che conosco, chissà se è conseguenza del lockdown come preventivato da molti, in ogni caso quella particolare situazione ha di molto ridimensionato anche la questione con mio zio in casa, almeno in teoria. Spero sia così anche in pratica, perché se non riesco a farmene una ragione nel concreto, può essere una situazione capace di darmi il colpo di grazia finale visto come è legata alla mia quotidianità, molto più che altri aspetti desolanti della mia non vita sociale.

il mare è bellissimo questa sera.
vorrei trovare risposte, soluzioni, equilibrio.

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