... della stessa sostanza della disperazione, per fare una semi citazione.
Sono stata di un male oggi che ad un certo punto, invece di vedere quello che c'era davanti a me davvero, l'angoscia si trasformava in una sorta di muro bianco e vedevo davanti a me solo quello. Non è durato molto eh, giusto un paio di secondi, ma è stato destabilizzante. Ogni volta che mi capitano questi picchi capisco sempre un po' di più quelli che alla fine non ce la fanno più e si suicidano. Non la ritengo un'opzione, ma c'è qualcosa di così viscerale nel dolore che si prova da farmi credere che, almeno in teoria, ogni certezza possa vacillare. E ho davanti ancora una settimana di mare, mi immagino quando tornerò a casa con quella tensione che provavo… signore aiuto. :/
E siccome IO starò di merda, ipotizzo che anche mio padre possa stare molto a disagio. Così sto male per due.
con questa goccia che ha fatto traboccare il vaso, la domanda adesso è: e mo che si fa? Quale può essere la mossa che spariglia le carte e magari mi fa stare bene? L'unica certezza è che da sola non la troverò.
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