Dunque... all'incirca da sabato/domenica scorsi, stavo vivendo una sorta di doppia dimensione, da una parte la stanchezza di essere qui, la tensione, anche dovute al caldo, e quindi il desiderio di andarmene a casa, 18 giorni sembravano troppi e decidere di partire il prossimo sabato un po' azzardato; dall'altra be' la consapevolezza che comunque tutto questo mi mancherà tanto da stare male e che Marco ha un significato che non riesco bene a decifrare ma molto importante. Quindi un'ansia crescente e prevista. Ma poi ieri ha chiamato mia mamma per dire che dobbiamo andare via venerdì perché da sabato è stata affittata, onestamente non mi fa schifo guadagnare qualcosa ma da ieri alle 16.50, cioè quando ho ricevuto la chiamata, è un macello e sto malissimo. Intanto l'idea di DOVER andare mi mette in crisi, come se non ci fosse margine per malesseri vari. E quindi ovviamente STO GIà MALISSIMO. Quindi quel malessere progressivamente sempre più forte ma che ero convinta di riuscire a gestire, si è trasformato in un mostro che mi sta facendo dare di matto. Mi sembra davvero di impazzire come raramente mi è successo. Questa mattina c'era una discreta arietta sulla passeggiata, probabilmente fare due passi non sarebbe stato così malvagio e invece non sono riuscita. Sto tremando come una foglia. L'unico momento sereno è stato quando ho raccontato a mio padre del responso, positivo, scolastico che una ragazza che ho seguito tutto l'anno mi ha riportato questa mattina.
Oggi mancano 48 ore, ieri 72. Non so descrivere questa situazione in nessun altro modo che ASSURDA e PERVERSA.
Non si può essere ridotti così. Avrei voglia di fare una cantata delle mie. Sono un fascio di nervi.
In mezzo a tutto questo, persino pensare AL PENSARE A MARCO è ridicolo. Mi ripeto, ma che spazio può trovare un ragazzo, una relazione, magari pure a distanza, in mezzo a questo marasma?
Non riesco a calmarmi. Non riesco.
Spero un po' di musica faccia il miracolo... :/ :(
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