Tra ansia e tristezza la giornata di oggi mi ha tipo masticata e sputata come una chewing gum oramai senza sapore. Nel giro di un paio d'ore credo di essere stata male per mille cose insieme.
La vita che non ho, il tempo che ho perso, la solitudine, Marco, l'idea di non avere fatto esperienze, di non essere in grado di cavarmela da sola, il tempo che non avrò con i miei genitori di 75 e 70 anni... l'idea di dover tornare a casa, l'idea di non esserci già. Insomma un minestrone di emozioni, rottura di equilibrio dicevo... be', alla grandissima. Poi, sì tutto giusto, tutto vero, ma alla fin fine anche tutto inutile se pensato così. Non riesco a vivere nel tempo presente. Mai. E questo è un problema. Mi veniva da piangere, ho pianto. Ora sto meglio. Ma questi sbalzi d'umore così... mi aspettavo che qui sarebbe stato tutto amplificato, del resto già affrontare questo dato di fatto faceva parte della prima tappa di guarigione, però è davvero troppo. In fondo in fondo ogni tanto mi chiedo se non sarebbe il caso di prendere qualcosa. Qualche farmaco, psicofarmaco che mi desse un filo di stabilità dell'umore in più. Ho molto da fare, e va bene esserne coscienti ma non tanto da starci esageratamente male, o corro seriamente il rischio di non concludere nulla.
Ora Marco... magari tra un mese non ci penserò più, ma ci sarà altro e queste emozioni sono sì un sentiero da seguire, ma non se mi ammazzano prima.
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