Tenere un diario viene oramai ritenuto un passaggio importante nel trattamento di numerosi problemi. Ansia, disagio, fobia sociale, abbuffate di cibo... in ogni situazione l'idea è che mettere nero su bianco ciò che si è provato, analizzandolo e ragionandoci sopra, aiuti a monitorare le crisi per renderle più facili e gestibili. Ora, io tengo un diario praticamente da quando sono stata in grado di mettere insieme due parole e ultimamente più che diari, i miei scritti sembrano trattati, e se non esattamente nei contenuti, almeno nelle dimensioni e nella quantità di parole. Scrivo, scrivo, scrivo... e analizzo un sacco. Ma a che serve se poi non sto meglio? Una volta la mia terapista mi disse che era fantastico lavorare con me perché bastava darmi un piccolo input e il mio cervello avrebbe continuato ad elaborare per tutto il tempo tra una seduta e l'altra. Lo so e me ne rendo conto. Ma ciò nonostante il mio disagio, il mio senso di inadeguatezza è ancora qui. E direi sempre più forte, trascinandosi dietro una stanchezza che rende tutto così difficile che è impossibile pensare possa durare ancora a lungo. Tra dieci minuti inizierà il mio pomeriggio di lezioni e sono così agitata! Come se non fossi all'altezza di niente, come se le ragazze che incontrerò possano mangiarmi a colazione. Non si può andare avanti così. E la cosa ridicola di questa situazione è che c'è un pensiero che almeno in ipotesi mi aiuta: pensare alla masturbazione, al sesso, ( che posso solo immaginare), ai filmati hard. MI chiedo se la motivazione sia insita nel lasciarsi totalmente andare al piacere fisico, contrapposto a tutti i miei dubbi e paure mentali.
ma poi alla fine, non so nemmeno io cosa pensare... non più, o per lo meno, non generando cose nuove, soluzioni nuove... è tutto un già detto, già scritto e già pensato. Solo il malessere, in qualche modo, riesce ad essere, pur essendo lo stesso, sempre nuovo. evviva...
nella masturbazione vedo, di fatto, la caduta delle maschere. In quel momento sono solo me stessa. Fatto che non avviene mai altrimenti.
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