domenica 18 febbraio 2018

forse non è così...

Prima pensavo a quanto sarebbe bello viaggiare verso Roma per una conferenza di lavoro. Così, di punto in bianco. Pensiero assolutamente senza senso, o meglio un senso c'è, quello del desiderio di una vita lavorativa diversa. Ho bisogno di una chiara definizione in tal senso.
Sono giorni che sto pensando all'autostima, ai sensi di colpa, al mio malessere... al fatto che non mi sento autorizzata ad essere felice. Continuo a boicottarmi perché tutto il castello di finzione che ho costruito sull'università mi pesa nel cuore. Pesa e fa male, perché questo fallimento mi sta precludendo qualsiasi altra possibilità, non vedo un futuro autorizzato di fronte a questo buco nero. A causa di questo fallimento non mi concedo la possibilità di una vita.
Ma se volessi cambiare? accettando, nel senso, ammettendo quello che è stato, ammettendo quello che forse non sarà, ma mirando a ciò che posso avere?  Alla serenità che può spettare anche a me? Sì, nel mio bagaglio personale resterà sempre questo grande fallimento scolastico, ma io sono solo quello? Non esisto al di fuori? O meglio, non posso concedermi una vita al di là di quello? Per come ho vissuto fino ad ora direi che è proprio così. Da che ho fallito al liceo perchè stavo male non ho più creduto di poter cambiare, e come una profezia che si autoavvera, il fallimento scolastico è stato scontato. Ora tutto ruota intorno a questo, in effetti ecco perché anche in ogni istante di "vita normale" io stavo male, al supermercato, in auto, a cena, a pranzo... perché non mi potevo concedere il lusso di una vita normale al di fuori di quella enorme balla che ho costruito. Sentivo di non potermelo meritare. Ma forse non è così. Quel fallimento c'è, ed è bello grosso, ma non può impedirmi di vivere, amare, essere felice, essere me stessa.
Un problema c'è, ed è il lavoro, senza quelle lauree, senza quelle definizioni, chi sono lavorativamente parlando? E più nello specifico, che posso fare nel futuro? Sono domande a cui ho bisogno di dare una risposta, ma non sono tutta la mia vita. Al di là di quello IO POSSO ESISTERE E STARE BENE.
E voglio farlo. Perché credo che questo gioco perverso di scarsa autostima mi abbia già fottuta per troppi anni.
Ora basta.
Voglio fare della scrittura il mio vero lavoro, in cui mettere tutta la vera me stessa.
è ora di andare avanti per una nuova strada.
Più autentica, più mia.

1 commento:

  1. E credo di averlo detto in più di un'occasione: rimpiango quella sensazione di aver la coscienza apposto con cui mi addormentavo da ragazzina... ma può essere ancora così, per mille cose diverse. A patto di accettare quello che è stato, quello che non sarà e quello che potrebbe invece ancora essere. Anche lavorativamente parlando ho già delle opzioni, tra le quali le lezioni private, ma devo crederci di più. Credere in me stessa, credere di potercela fare... Senza però negare ciò che è stato, con la forza di chi posso ancora essere.

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