La giornata di oggi è stata qualcosa di assurdo, e lo dico ora che sono solo le 18.30. Vorrei prendere mille gocce ma ne ho poche e le tengo per un eventuale attacco di panico notturno, domani di sicuro capatina in farmacia...
In ogni caso, credo sia molto difficile scrivere quello che ho scritto ieri, arrivare ad un tale livello di autocoscienza e poi non fare nulla in proposito il giorno dopo... tanto è vero che oggi mi sono svegliata, avevo alcuni saggi da leggere per l'incontro con la psicologa di giovedì, non mi andava per nulla ma devo restituirglieli e mi sono obbligata a leggerli, poi, in una sorta di abbuffata di parole, mi sono costretta a leggere anche un romanzo, lo so. E' assurdo costringersi, ma in alcuni momenti ho solo voglia di leggerli per poi sbarazzarmene, in effetti li butterei giù dalla finestra a volte dal senso di claustrofobia che mi danno. Mi sono autoimposta un programma di lettura assurdo, inutile, che mi leva il fiato... perché? perché li ho comprati e quindi devo leggerli? Per poi lasciare il posto ad altri libri settimana prossima?
Cazzo. amo leggere ma non così, così è un incubo in cui mi sono autocacciata perché non posso pensare di andare nel mondo e vivermi una mia vita.
Saggi, romanzi, rosa, gialli... BASTA!!! Ho bisogno di aria, aria e spazio nel cervello... Non ne posso più. Ma sarà possibile una ridicolaggine del genere? Sono come le abbuffate con il cibo e la cosa assurda è che pure il fisico reagisce allo stesso modo: nausea e mal di pancia.
Adoro leggere ma perché questo bisogno sadico di obbligarmi a farlo anche quelle volte che non mi va? Cosa cerco di dimostrare? Che cosa voglio portare avanti? Sento ogni muscolo in rivolta e non posso credere che una persona mediamente intelligente di 33 anni possa imporsi questo. E' follia allo stato puro.
VALGO ABBASTANZA DA AVERE UNA VITA VERA e gli hobby, come la lettura, devono essere un di più, non un surrogato tossico che mi leva il tempo per qualsiasi cosa.
per cui in fondo è successo di nuovo: il panico è venuto per dirmi che così non va bene per niente! Che questa vita non è assolutamente quella che voglio. E che è ora, porca miseria, di prenderne atto.
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