giovedì 9 gennaio 2020

A volte mi sembra quasi impossibile che il cibo possa essere fonte di così tanti problemi psicologici. Qualcosa che è legato intrinsecamente alla sopravvivenza. Eppure… L'altra sera sono riuscita a non mangiare niente senza il minimo problema, ieri sera anche ma con qualche problema in più, nel senso che ho mantenuto alta la guardia perché la voglia c'era, fortunatamente alle 23 ho deciso di andare a letto e chiudere la serata così. Certo, in questi primi giorni, proprio perché la decisione è appena presa, capisco di avere un po' di forza di volontà in più, ma ho paura non durerà a lungo. Per questo immagino sia importante scegliere anche con cura le altre battaglie da combattere. Questa sera riprendono le riunioni per l'attività che svolgo la domenica mattina, non mi va, sarei quasi tentata di lasciar perdere. Solo che poi sarei tagliata fuori da tutto, quindi la chiave è vivere ogni impegno senza quel perenne e terribile senso di non valere niente. Senso che tra l'altro non passa tagliandosi fuori da ogni impegno. Quindi occorre usare la zucca anche lì. Perché devo sentirmi così inferiore rispetto agli altri? Non c'è motivo, ma è chiaro che se questa sera rientrando sarò coì frustrata, delusa e triste, sarà difficile privarmi anche della consolazione dell'abbuffata di dolci.
Non fasciamoci la testa prima del tempo, ma guardia alta.

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