La sensazione di ieri si è tramutata nella consapevolezza di oggi di aver deluso di nuovo le mie aspettative, non so quelle degli altri su di me, ma so che io mi sono dimostrata di nuovo senza appello di essere universi di distanza dalla versione di me che vorrei essere. Spesso penso: ecco adesso mi ci metto per qualche mese di tranquillità e cerco di migliorarmi.
Il punto è che questi periodi di tranquillità non esistono. Può esserci forse una settimana di tranquillità, ma la vita normale è fatta costantemente di cose da fare, impegni più o meno gravosi, difficili, faticosi; l'unica è cercare di affrontarli. uno per volta. L'alternativa, quella che sto vivendo io da 20 anni, è una sequela di cose non fatte, non affrontate, di situazioni in cui non c'ero mai. Ogni volta che navigo sui siti di libri, trovo 2/3/4 libri nuovi sull'ansia, il panico, la fobia sociale… vorrei leggerli tutti, ma anche lo facessi, probabilmente sarei ancora ferma allo stesso punto.
Ci sono io, i pensieri che formulo, con le cose che vorrei fare (quelle realistiche non i sogni impossibili), e poi c'è che il 99% di quelle cose non le faccio.
E poi ci sono ancora io che immagino di risolvere problemi a tutti come una super eroina, perché la mia autostima ne ha bisogno.
Quello che dovrei fare invece? La sera prima di dormire immaginare la giornata seguente, scrivere ciò che sarebbe giusto per me e il giorno dopo farlo. Senza troppi pensieri.
Ah, che scoperta innovativa...
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