mercoledì 29 gennaio 2020
Questa giornata era cominciata bene. DI fatto stavo scartabellando in vari modi per vedere se riesco a raccimolare qualche soldo con i miei romanzetti. Si sta bene quando si sta così, perchè almeno per un pò si ha la sensazione di star facendo qualcosa. Di muoversi in una direzione, una buona direzione. Ecco, oggi stavo così fino a che verso le 14 mia madre arriva e mi racconta di cosa hanno parlato lei e mio padre. O meglio di quanto mio padre si sia lamentato di me, che lui a 15 anni lavorava già, che io non faccio niente, addirittura che una volta mancati loro, in un paio d'anni farei fuori tutto quello che mi lascerebbero. Somo mazzate violente. Perchè io sto male dai 15 anni. E sì, mi rendo conto benissimo di quello che fanno gli altri, me ne rendo conto ogni dannato giorno, quando cerco con tutti i modi di trovare un appiglio per andare avanti. Per non mollare del tutto o in un verso o nell'altro. Non servono certo queste esclamazioni per farmi sentire una fallita. La vera sfida per me è non pensarci 1440 minuti al giorno, ma riuscire a trovare una crepa in questi minuti, uno spazio per la speranza. E sono mazzate violente perchè non mi vengono dette in faccia, ma se ne escono come pensieri seri e sentiti, e senza me presente, senza nemmeno possibilità d'appello.
Non sto nemmeno a dire quanto sono stata male poi. A distanza di 8 ore sto male ancora adesso. E' la seconda volta nel giro di un mese e mezzo che mi fa sentire così inetta. Non so dire quanto ho bisogno di avere qualche riscontro anche economico. In fondo per lui i soldi sono il maggior mezzo di analisi della riuscita di una vita. Ma lo vorrei per me, per dimostrarmi solo un po' che sono in grado di fare qualcosa, che posso permettermi ancora il lusso di sperare.
A margine sono una piccola postilla. Quando ci ritrova a pranzo, spesso io, mia madre e mio zio, intavoliamo discussioni infinite sulla politica. A mia madre piace perché è un modo per coinvolgere mio zio. Ma io non condivido molto dei suoi pensieri quindi generalmente è un dibattito abbastanza serrato. Ora, un paio di settimane fa circa mio zio se ne è uscito dicendo che a pranzo sono sempre presa dal mio cellulare, che non partecipo alle discussioni e che sembra non mi interessi nulla. Stavo cadendo in terra quando lo ha detto perché è assolutamente falso, mia madre mi scongiura di far silenzio a volte, perché la chiacchiera non mi manca. Bene, oggi dopo l'ennesimo scambio di opinioni, ho saputo che a mio padre non piace che parli così. Ottimo, allora io che cazzo dovrei fare se ogni cosa infastidisce qualcuno? Ho 35 anni, la mia vita di fatto è 90% vuota, ma potrei anche mandarli tutti al diavolo se non si danno una regolata.
le persone più vicine sono sempre quelle capaci di ferire di più.
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