venerdì 10 gennaio 2020

Mi sono svegliata con un gran senso di amaro in bocca questa mattina. La delusione per il libro è fortissima. Pensare che mi ero già immaginata la scena: io che stampo il resoconto e lo faccio vedere ai miei mettendolo sul tavolo, con un importo ragguardevole. Invece niente da fare. Il problema è il libro, ma non solo; è questo piano b che va all'aria insieme al piano a. Se quel maledetto sabato sera di 20 anni fa l'attacco di panico non fosse comparso, fagocitando 20 anni della mia vita, forse il piano a avrebbe preso forma, io sarei un'insegnante laureata da 10 anni, forse avrei una famiglia, forse avrei un senso. Ma no, e allora vai di piano b che include almeno in teoria lo scrivere per guadagnare a sufficienza per mantenermi e fare quello che riesco nel restante del tempo. Niente da fare nemmeno così, quindi resta il fare ciò che posso ma manca la parte economica, manca l'identità lavorativa. Se penso al mio passato scrivere e insegnare sono sempre state parti integranti del mio essere, pure da bimba, pure prima che capissi cosa volesse dire davvero. Forse non ho mai creduto abbastanza di potercela fare. Infatti per paura e vergogna nessuno a parte i miei genitori lo sa. Chissà…
Questo screenshot è di oggi dopo che ieri e l'altro ieri ho scaricato io due copie, non vuol dire nulla, vorrei volesse dire tanto.

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