mercoledì 22 gennaio 2020

la morte

Dopo aver dormicchiato dalle 16.30 alle 18, curiosamente mi sono svegliata in preda all'ansia. Sia mai che ne abbia a male se per 24 ore ero occupata con altri sintomi…
Non appena sveglia ho pensato ancora a mia madre, a mio padre, mio zio… mi sono vista nei prossimi anni perderli uno dopo l'altro come un cerchio che mi si stringe addosso costringendomi alla solitudine, al dolore di non averli più accanto. Capisco che in questo periodo la morte è una questione abbastanza presente nella mia quotidianità. Non faccio che sentire persone parlarne, temendo di restare sole, sperando di andarsene prima del coniuge perché non riuscirebbero a stare sole. Credo però nel mio caso, ci sia una componente depressiva al pensiero. Pensare ricorrentemente alla morte è tipico della depressione. Pensare al mio dolore, alla paura di chi sa che sta per andarsene. Sono pensieri molto difficili, troppo grossi da tenere dentro una mente.
Non riesco a gestirli, allora li scanso, mi concentro sul presente e mi sembra di stare sul bordo di un precipizio. Ho paura per me, ho paura per mia mamma, ho paura per i miei. Oddio. Come si fanno i conti con questo? C'è chi ci riesce?
Non c'è soluzione.

2 commenti:

  1. avrei voglia di fare qualcosa di bello per mia madre, e la mia famiglia in genere. Purtroppo su certe cose che loro avrebbero voluto per me(lavoro +famiglia) non posso fare molto, ci sono troppi problemi irrisolti, laurea in primis. Ma c'è una cosa che io voglio, che è giusta per me e che sperano anche loro: perdere peso per la mia salute. Lo voglio io, lo vogliono loro… forse sarebbe il caso di provare a dare il 101%. Forse, se non altro, avrò la sensazione di gestire almeno un po' l'ingestibile, la morte, la solitudine...

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  2. purtroppo i libri che non vanno sono un altra delusione, per me, ma anche per i miei, per mia madre in primis. Vorrei solo che qualcosa funzionasse, cazzo.

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