giovedì 18 gennaio 2018

come si fa a spiegare che...

Questa mattina mio padre mi ha fatto una ramanzina per le borse di cibo che ha visto in camera mia, stavo per scrivere che ha trovato ma non è la parola giusta perché non c'è proprio un bel niente da trovare dal momento che sono lì in bella vista. Prima di dirlo a me lo ha detto a mia mamma, per cui ecco la predica anche da parte sua. Capisco la loro preoccupazione davvero. Ma come si fa a spiegare a qualcuno che comprare cibo è l'unico modo che ho per costringermi ad uscire di casa? L'unico modo per stare fuori ancora una mezz'ora o per sforzarmi di attraversare un incrocio in auto? Che farlo è l'unica cosa che mi regala una parvenza di consolazione rispetto a tutto il resto? Come si fa a spiegarlo a loro se nemmeno io capisco come la coscienza di portarmi sempre appresso questi 130 kg, e i problemi che ne derivano, non mi fa mai desistere?
Un po' di tempo fa mi era sembrato che l'auto faticasse a tenere le marce, ne avevo parlato con mio padre e mio zio che a turno l'avevano provata senza notare nulla di anomalo. L'altro ieri mi sono accorta che l'anomalia sono io, la ciccia che ho sulle gambe le fa stare così divaricate che il piede destro fatica ad appoggiarsi sul pedale dell'acceleratore in modo aderente. Di conseguenza sembra che non arrivi abbastanza spinta. Quindi a fronte di questo come si può giustificare il fatto che solo una puntata ad un supermercato mi faccia uscire di casa tra attacchi di panico e simili? Che solo l'idea di un pacchetto di biscotti possa dare una sfumatura positiva ad una serata e quindi ad una giornata? Come si fa a spigare che l'idea di rinunciare anche a quello è come togliermi l'aria a fronte di tutte le difficoltà che ho in ogni frangente?  Io non lo so come si fa a spiegare, come si fa a spiegare il fatto che dopo anni di terapia sono ancora a questo punto.

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