130 kg. abbondanti. Avvicinarmi alla bilancia questa mattina non è stato un gran piacere, ma del resto il risultato nemmeno mi stupisce più di tanto. I miei dopo cena stanno diventando momento di banchetti iper calorici, non potevo aspettarmi altro. Il punto è che io non voglio rinunciare ai dolci davanti alla tv. Punto. Non riesco ad avere soddisfazioni da nessun altro ambito, la realtà è questa, anche nei campi in cui credo di più ho grane, non soddisfazioni. Non che sia colpa degli altri, questo devo dirlo, ma non riesco a gestire in nessun modo sano le varie componenti della mia vita. Così quando arrivo a sera, ad un orario che può essere considerato giusto per il relax, per la pausa, per le gratificazioni, scatta qualcosa che mi fa ricorrere a dolci a gogo. Non succede di mattina, non succede di pomeriggio, non succede nemmeno nella prima serata quando le cose da fare possono essere ancora tante, no, succede a tarda sera quando tutto può dirsi concluso e allora ecco che scatta la rincorsa a qualcosa che mi consoli, che mi dia un briciolo di benessere, e poco importa se poco dopo è già svanito tra cattiva digestione, sensi di colpa e preoccupazioni, almeno per un breve istante qualcosa di buono entra letteralmente nella mia vita.
Se penso alle borse di cibo che ho in camera in questo momento mi viene la nausea, se penso a come sto quando non ho niente tremo. Il fatto è che, ieri sera ci sono arrivata, non ci sono davvero scorciatoie, né diversivi. L'unico modo per superare tutto è ammettere che, rinunciando ai dolci, ogni sera mi sentirò più sola e vuota di adesso. Sì, posso dire che magari tra qualche mese si vedrà qualche risultato, ma è un tempo lontano, non posso fare affidamento sui risultati per cominciare. Se voglio farlo, devo farlo e basta sapendo che sarà durissima. Posso mettermi a fare cruciverba, puzzle, colorare album antistress, leggere, cantare, scrivere, chattare, ogni cosa probabilmente potrebbe funzionare per qualche minuto ma niente potrà levarmi quel bisogno strisciante di mangiare per compensare tutto quello che non ho. Niente potrà cancellare il fatto che in realtà io non voglio smettere di mangiare, così come il fatto che spesso comprare cibo è l'unico modo che mi spinge ad uscire di casa almeno un paio di volte alla settimana. Cielo, messo così è talmente tutto sbagliato da farmi girare la testa. Eppure la mia realtà è questa. Fingere che sia diverso, più facile, più poetico... è solo sfalsare le carte.
Per il resto... è una mia scelta.
... come volevasi dimostrare: questa sera devo uscire per una riunione, uscita+sera= panico assicurato, ma, come prevedibile, l'idea di uscire magari un po' prima per andare in un supermercato a comprare qualcosa (nonostante tutto quello che ancora ho in casa), renderebbe l'uscita meno complicata. La vedo dura, ma molto dura. Fino a che il cibo sarà l'unica alternativa al panico, sarà un casino.
RispondiElimina