venerdì 19 gennaio 2018

adulti migliori.

Sento la testa pesante, lo stomaco intrecciato e il cuore che balla... pomeriggio lavorativo bello pieno ma bene così. Solo che a volte succedono delle cose che ti tolgono proprio il fiato... il tentativo di suicidio di una ragazzina per esempio. E quando senti queste cose, non so, qualcosa dentro vacilla. Quanto c'è da fare per rendere sto posto un posto migliore!!!
E' come se fossi al centro di un crocevia desolante, tra ragazzi malati di tumori, vittime della droga, di padri assenti o presenti in modo sbagliato. E io sono qui, nel mezzo, con la sensazione di dover far qualcosa ma con la certezza di non saper nemmeno che cosa. Scegliere di occuparsi degli altri non significa avere sempre la risposta a tutto, sarebbe bello ma è impossibile; significa però essere stabili a sufficienza da sostenere l'altro. Io non lo sono e mi sento anche un'idiota proprio a fronte di tutto quello che capita. Cioè... è assurdo paragonare il mio panico con cose come queste. Infatti non lo faccio, non lo paragono però mi pongo delle domande. E capisco che prendermi cura di me potrebbe essere il modo migliore per prendermi poi cura di loro, perché questi ragazzi hanno il diritto di avere affianco persone coraggiose, capaci di lottare anche per loro. Hanno diritto ad avere al loro fianco adulti migliori.

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