giovedì 4 gennaio 2018
Tentare di fregarmi...
Dopo una giornata più o meno decente, oggi verso le 16, sfruttando il fatto che una ragazza a cui faccio lezione sarebbe dovuta tornata a casa da sola, visto che non era super in forma e la cosa la metteva un po' in crisi, ho deciso di uscire e di accompagnarla io, ne avrei approfittato per fare anche un paio di commissioni. Così ho deciso su due piedi, cercando di fregarmi sul tempo e impedendomi di stare male, detto fatto, 5 minuti uscivamo di casa e 10 la salutavo con i suoi ringraziamenti e io proseguivo la mia uscita. Dovevo andare a fare benzina e sì, sono andata al supermercato, dove ho più o meno limitato i danni comprando pochissimo ma sfruttando il fatto di dover attraversare un paio di semafori e di strade, come esercizio. Salutata la ragazza, all'andata ero tesa ma mi sembrava di aver tutto sotto controllo. Al supermercato c'era una fila spaventosa, battito un filo accelerato ma quasi ok. Ritorno, passo un semaforo rosso, ok... poi arrivo al secondo. >Rosso anche quello. è stato un attimo. Mi sono chiesta "E se mi arrivasse un attacco forte ora? Sono qui, bloccata. Come faccio?", finito il pensiero PAM! Disastro in corso... un attacco fortissimo, nausea fortissima, fiato corto ma soprattutto una voglia esagerata di scappare, di fuggire da quella sensazione. Quello che era successo al semaforo precedente era che, avendo visto degli autobus mi è venuto spontaneo pensare a quando andavo al liceo, alla tristezza enorme di quando la mia vita ha preso una piega di merda per il panico, alla solitudine, a ciò che non ho vissuto... forse per questo 30 metri dopo, davanti all'altro semaforo il cervello mi ha mandata in tilt. Non ho fatto pace con il mio passato. E' un dato di fatto, controproducente ma vero. 10 minuti dopo ero a casa, ESAUSTA. Passato? Presente? Futuro? Cosa mi fa stare più male? Perché oggi sono stata davvero malissimo e questo mi rende triste. Mi sento come se ogni tentativo che provo per andare verso qualcosa di normale diventi una porta sbattuta in faccia. Diventa difficile ogni giorno di più. E ogni volta che accade la convinzione che prima o poi ce la farò, perde un pezzo.
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