Che il panico sia un mio compagno di viaggio da molti anni non è una novità, non lo è nemmeno che in alcuni frangenti abbia cambiato, almeno in parte, modo di manifestarsi. Eppure la violenza e l'intensità con cui provo le cose da qualche mese a questa parte è del tutto nuova. Su 17 giorni di gennaio, già troppi hanno avuto picchi di malessere altissimi, ma nuovi nel loro manifestarsi. Che vuol dire? Sono stata bene in situazioni che pensavo mi avrebbero spiantata, e malissimo in altre che reputavo 'meno ansiogene' ma soprattutto la sera, quando dovrei tirare il fiato in ogni caso, tutto diventa peggio, più forte, più spiacevole, più doloroso. E ho una paura del diavolo che arrivi l'estate senza che io abbia fatto alcun passo avanti. Di fatto sono più preoccupata del solito. Sto esaurendo la pazienza per questa vita. Cosa significherà? Cioè, a cosa mi porterà? Poi apri twitter e ti ritrovi tra le tendenze potenziali situazioni di guerra nucleare e allora mi chiedo: seriamente ma perché il cervello si deve intrippare in un sacco di problemi più o meno autoimposti? Perché si deve ipotecare mezza vita di fronte all'idea di cosa? Perfezione? Inadeguatezza? Insicurezza? Ma... più passa il tempo più certe cose le capisco sempre meno.
Ah, e da ieri per paura di una telefonata ho tenuto il cellulare spento 24 ore. No no, proprio brava... :/
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