domenica 14 gennaio 2018

diario alimentare 28/100

Mettersi a parlare di alimentazione corretta verso le 14 di domenica pomeriggio dopo un bel pranzo abbondante forse fa un po' ridere, ma dal momento che domani mattina quando mi peserò, probabilmente piangerò, direi che se non altro si compensa la situazione.
Nelle ultime sere, in effetti dopo il crollo ansiogeno avuto martedì per quella telefonata (... sob sob) so di avere perso completamente il controllo. Se penso alla quantità di cibo che ho ingurgitato! E se penso che era pure più tardi del solito! anche a cavallo delle 2 di notte, poi si dorme e poi chissà come mai la mattina si è un po' intontiti... che disastro!
Al di là però della compensazione immediata, della consolazione, credo ci sia una sorta di effetto elastico che vedo succedere il altre situazioni, ad esempio... fino ad un po' di tempo fa quando avevo un appuntamento, uscivo di casa sempre uno sproposito di tempo prima per essere sicura che, anche in caso di attacco di panico violento, avrei comunque avuto il tempo di arrivare in orario. Ora no, certo a volte questa mancanza di margine è ansiogena di per sé, ma è una scelta, di solito, ponderata. Con il cibo era lo stesso: per anni arrivavo quasi a non cenare se la mattina dopo avevo un impegno perché con il panico sempre presente, avevo sempre la sensazione che mi andasse tutto di traverso e stessi male. Per cui è quasi liberatorio invece lasciarsi andare un po'. Ma credo sia questo il punto: lasciarsi andare un po' non creerebbe problemi, perdere totalmente il controllo invece ne crea eccome.

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