martedì 29 gennaio 2019

e le matite speciali...

Mi sono svegliata pensando ad un episodio di Sailor  Moon, prima serie credo.
Al centro della puntata c'erano due amiche che lavoravano come fumettiste, se non ricordo male. All'inizio del loro incarico, per sugellare la loro amicizia e carriera, avevano comprato una confezione molto cara di matite di qualità, da dividere in due, con la promessa che le avrebbero usate solo per disegni/lavori davvero speciali.
In realtà si viene a sapere che entrambe, ma di nascosto una dall'altra, le hanno usate già più e più volte nei momenti di crisi anche del lavoro comune: quando non riuscivano ad andare avanti con il lavoro, quelle matite davano loro la forza per farcela. Un appiglio che faceva vedere loro uno spiraglio.
Qual è la mia matita? A cosa posso aggrapparmi, e poi soprattutto per fare che?
Mi sono alzata dopo una notte, tanto per cambiare, agitata, probabilmente anche a causa dell'ennesima abbuffata che non è più serale ma proprio notturna, visto che era più o meno l'una di notte. Sì, ho fatto qualche lavoro domestico (e in effetti è pure questa una minima novità in positivo), ma per cosa vorrei dare il mio meglio? SI dice vestiti per lavoro che vuoi, trasposto potrebbe essere pure fingi di stare bene che poi magari starai bene davvero- del resto, a quanto pare, il cervello non distingue una risata finta da una vera e scatena lo stesso giro di ormoni, bella roba…- ma io cosa voglio? A parte un generico stare meglio ovviamente. Per cosa vorrei usare le 'matite speciali' del cartone?
Credo che in passato molte cose mi angosciavano ma mi lasciavano uno spiraglio: l'idea che avrei comunque avuto tempo, tempo per capire, tempo per riscattarmi, anche tempo per recuperare avventure non vissute. A 35 anni, quasi, questa idea non tiene più. Per cui?
BO!!!

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