La giornata è quasi finita, le vacanze di Natale sono agli sgoccioli… domani (con calma, mooolta calma), in casa cominceremo a riporre gli addobbi. E mi vien da dire: ARRIVEDERCI ALL'ANNO PROSSIMO. Ma non lo dico a cuor leggero, perché istintivamente non posso che chiedermi quanto saranno peggiorate le cose per allora? Chi avrò perso? Quali cose si saranno complicate? Perché è ovvio, almeno nella mia testa, i cambiamenti saranno solo in senso negativo. Senza ombra di dubbio.
Disfare l'albero, il pensiero di quello mi ricorda un'altra cosa, fino a 17-18 anni, non ricordo di preciso, in casa abbiamo sempre usato un alberello di Natale minuscolo, ma come usavano all'epoca: con decorazioni e lucine tutte colorate. Verso i 17-18 anni, di sicuro avevo già il panico, visto anche che oramai quello vecchio era sempre più rovinato, come regalo di Natale chiesi un albero nuovo, un po' più grande e le relative decorazioni. In quel periodo stava cominciando a diventare 'di moda' fare l'albero non più tutto colorato ma secondo una delle due accoppiate oro-rosso o argento-blu. Fui accontentata e comprai tutto argento-blu. Decorazioni di plastica ma abbastanza pregiate e fu un regalo abbastanza sostanzioso anche dal punto di vista economico. Il risultato fu un albero molto elegante, bello, senza dubbio. Me lo ricordo benissimo. Luci di un bianco caldo… era bellissimo.
Dopo qualche Natale però, prevedibilmente, mi aveva un po' stancato ma non dissi nulla perché non potevo certo chiedere di nuovo altre spese per le decorazioni, se non ché sul volantino di un discount dove andavamo a fare la spesa vidi che erano in vendita confezioni con una marea di pezzi di decorazioni in rosso e oro. Con meno di dieci euro avrei comprato un sacco di roba, di una plastica forse più andante ma comunque d'effetto. Lo dissi ai miei e loro acconsentirono per cui quando mio padre andò a far spesa mi aspettavo di vederlo arrivare con le decorazioni. E invece no. Se le volevo, sarei dovuta andare a prendermele io. Guidare da sola fino al supermercato.
"E ti conviene non aspettare troppo, perché non ce ne sono moltissime.", mi disse mio padre. Lo ricordo ancora adesso. Ricordo che quel giorno non riuscii ad andare, ricordo che mi svegliai la mattina dopo con quell'impegno, ricordo che man mano che passavano le ore, io stavo sempre peggio, vedevo sfumare l'albero 'Nuovo', vedevo come ero conciata, fino a che punto stavo male. Vedevo fin dove il panico stava invadendo la mia vita. Mi arrabbiai con i miei per non essermi venuti incontro. Misi via il pensiero per parecchie ore, ma poi verso le 17 tornai a pensarci. Volevo quelle decorazioni. Mi preparai, ero in lacrime. Sento ancora adesso come mi tremavano i nervi, vedevo tutto più scuro. Stavo malissimo e piangevo all'andata, idem al ritorno anche se avevo il mio bottino. Mi erano costate 10 euro di soldi, ma in quanto allo stare male, altro che 10 euro. Una volta a casa, mi sentii un'eroina. Ce l'avevo fatta in due ore con mille soste nel mezzo. (Il tempo 'normale' sarebbe stato una mezz'ora, a starci larghi.)
Già.. ci ho ripensato quest'anno perché dopo 3 anni di altri colori, sono tornata al rosso e all'oro. Credo siano passati almeno 10 anni da quell'episodio. Tutto sommato capisco perché i miei genitori vollero tenere il punto.
Solo che ho una marea di aneddoti di questo tipo ma ancora adesso non so che benefici mi abbiano portato. Non mollare, non mollare… per ritrovarsi 10 e più anni dopo con un attacco di panico per dover andare in posta, in farmacia, a meno di 10 minuti di auto da qui…
Non mollare.
Non mollare…
Ma poi?
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