sabato 5 gennaio 2019

La musica oggi mi ha un po' aiutata, ma è certo che sono conciata male. Adesso ho un gran mal di testa, ma spero di rilassarmi un paio d'ore. La tensione in casa mi sta distruggendo, è come se mi stritolasse ogni organo interno una morsa alla volta.
Mia mamma, capendo la situazione un po' particolare, (perché io in effetti ne leggo più facilmente l'aspetto conflittuale, ma c'è molto disagio e dolore anche da parte dei due uomini di casa), ha offerto a mio padre una possibilità, andare al mare per tutto il mese di febbraio loro due. Credo possa essere una buona cosa, per me qui da sola sarà pesante sotto più aspetti, ma forse mi risparmierebbe un mese di mal di stomaco…
In ogni caso prima mentre facevo la ciclette ci pensavo e l'idea di averli lontani entrambi per un mese mi ha fatta piangere. Ridicolo eh? Ma è la paura del tempo, paura di non averne più con loro. Sono ossessionata dalla morte e la debolezza fa il resto.
Inoltre nei prossimi giorni dovrei avere un impegno con mia madre, una cosa che tra l'altro viene a vantaggio mio, ma poiché per arrivarci devo necessariamente parlare con un alcune persone che non conosco, mi sono talmente sentita a disagio che ho pianto anche per quello.
Depressione? Debolezza?
Ma non si può avere paura per qualsiasi cosa, che razza di vita ne può venir fuori? Sono così stanca. Solo il pensiero (a questo punto del tutto arbitrario però, dopo tanti anni di terapia) che prima o poi le cose potranno essere più facili mi solleva quel mattone che ho sul petto.
Domani mattina ho un impegno e sorpresa… farò una fatica enorme. Ma la mia domanda è sempre la stessa: impegnarmi per farlo è un passo verso qualcosa di buono o è solo una fatica fine a se stessa?
18 anni di panico, non proprio tutti così difficili per fortuna, posso sperare in qualcosa di meglio? ho paura. Troppa. Troppa da gestire, troppa da elaborare. Troppi pensieri tristi, troppa paura, troppa ansia, troppe emozioni sbagliate.

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