domenica 6 gennaio 2019

ore 14.36 di una festiva domenica pomeriggio… questa mattina sono andata a fare ciò che dovevo. Con fatica, tanta, ma soprattutto con la paura di sentirmi in un assoluto disagio con le persone. Fuori posto, inadeguata, inadatta. Sforzandomi di non pensarci, mi sono diretta dove dovevo e quando, una volta arrivata, mi sono resa conto di aver dimenticato gli ansiolitici per una manciata di secondi è stato terrore allo stato puro, come se mi si aprisse il pavimento sotto i piedi. Poi ho visto che avevo ancora in borsa la confezione nuova acquistata in settimana e allora mi sono calmata. Mi sono sforzata di non aprirla subito per prendere alcune gocce sotto la lingua, ma il grosso dell'ansia era passato sapendo di averle con me. Non serve dire che non è il massimo. Comunque oggi era un impegno banalissimo, in mezzo a quello che almeno in parte considero il mio ambiente. Eppure questa ansia sociale, fobia o quello che è, me lo ha fatto vivere piuttosto male. Sapevo di dover andare, fa parte sicuro di quell'impegno legato alla sezione 'legami' a cui devo dedicare questi dieci giorni, ma è assurda la fatica. Che poi la domanda è se per lo meno serve a qualcosa. Spesso, anzi sempre, nei libri sul panico/fobia, il concetto dello sforzo costante è un must. Bisogna far fatica, bisogna lavorare sodo. Solo che non capisco mai dove si può realmente arrivare. Cioè, ci saranno passi avanti? O per lo meno l'allenamento alla fatica la farà sentire meno? Perché in fondo la vera domanda è questa: considerando il settore legami/rapporti con gli altri… alcuni sono quotidiani, quasi banali, come per me quello di questa mattina, ma se pure questi ti fanno sentire una merda, come si può affrontare qualcosa di un po' più emotivamente forte? Che sia il dentista, un notaio, il ginecologo, avvocato, professore… chiunque ha una sorta di 'qualifica' finisce con il diventare inarrivabile.

Nota di colore: oggi è l'Epifania, già questa sera molte luci sulle case saranno spente, e le altre al 99% lo saranno da domani. Quando le ho messe più o meno un mese fa, sapevo che non sarei mai uscita una sera per vederle, poi mi sono detta che invece magari… ma no: niente uscite, niente visite alle luci, tranne quando ero via. Peccato. Mese coerente con gli altri, ma peccato. Per stare di nuovo bene, ho tanto bisogno di mesi che di coerenti con il passato non abbiano più nulla.

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