Oggi ho visto le ultime puntate della seconda serie di in treatment, è una serie che devo prendere un po' per volta, comunque alla fine si parla dello scopo della terapia, che è quello di guardarsi dentro e conoscersi. Mi è sempre stato detto che ero brava in questo, ma ora mi sorge il dubbio di essere stata gran brava a fingere, anche con me stessa. In fondo, chi sono io davvero? Me lo chiedo perché a volte, spesso, ho la sensazione di non esistere nemmeno al di là di ansie e paure. Chi sono? Cosa voglio per me? In cosa credo?
E' possibile aver passato tutta la vita solo in funzione di ciò che gli altri si aspettavano da me? Non dico di averlo sempre fatto, ma non importa, conta che il mio pensiero ruotasse intorno a ciò che volevano gli altri.
Sempre. Ma io? Dove sono?
Ho visto un film su un gruppo di adolescenti, sono quelli che riescono a ferirmi di più. Mi manca non aver vissuto quel tempo, quando il tempo era il presente non vessato dal futuro. Quando esistevano i sogni, ma la realtà di più.
Mi sono bloccata per il panico, eppure anche quello era un sintomo. Quindi? Cosa è successo davvero? Cosa mi ha impedito il primo bacio, il primo flirt, la prima volta… la prima gita in due, passeggiate mano nella mano, messaggini dolci la mattina, sguardi languidi e sorrisi rubati?
Cosa mi ha impedito davvero di andare avanti?
Forse perché non ho mai saputo chi fosse quella che doveva andare avanti… chi fossi io…
e anche adesso… 34 anni e la mia giornata ruota intorno alla paura di quello che succede in casa. Non a me, ma altre due persone, a me vicine, ma che sono altro da me.
Oltre la paura io non esisto più.
E anche questo fa paura.
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