sabato 5 gennaio 2019

Sono già passati tre giorni da quando ho letto il diario del primo anno di panico. Al netto di un'uscita un po' disastrata e di una lezione, non ho prodotto molto. Non solo, non riesco a focalizzarmi sul progetto, non perché non abbia idee su ciò che dovrei fare, ma perché mi risulta difficile scrivere qualsiasi cosa, sapendo già che non riuscirò. In effetti poi non è che ogni parola chiave trovata debba valere solo per dieci giorni, anzi… è tutto un rimettere tasselli apposto, ma non ce la faccio. C'è sempre qualcosa che sembra rubarmi le poche energie rimaste. Ad esempio in questi due giorni è di nuovo la tensione alle stelle tra gli 'uomini di casa' ha farmi venire un buco allo stomaco. Equilibrio e amicizia, come legami tra persone, le parole chiave. Equilibrio e legami che non trovano un corrispettivo nella realtà più vicina, ergo mi sembra impossibile tentare di trovarli altrove.
Quindi mi sembra di fare mezzo passo e pure in tondo. Mi sento come chiusa in una specie di bolla, che si fa sempre più stretta. E allo stesso tempo sento il mondo fuori che mi chiama. E non so come rispondere. E non so come rispondere a me stessa.
Non basta una data che cambia a cambiare le cose in positivo, eppure basta eccome per farle peggiorare.
Buon primo sabato dell'anno.

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