Sono quasi le 23, è tardi eppure è solo l'inizio di quella parte della serata in cui sebbene stanca, riesco finalmente a rilassarmi per qualche ora.
Poi domani sarà una nuova mattina e tutto ricomincerà da capo. Con un pensiero: so come sto, sono l'essenza della paura e dell'insicurezza, ma al netto di questo ci sono altri dati di fatto: cioè quello che i miei genitori non riescono più a fare. Per età, per forza, perché come fa mio padre oramai non si occupa più di molte cose, perché c'è chi se ne lava le mani di proposito e non fa un cavolo…
Colpe, motivi, limiti… ma la realtà è che, volente o nolente, occorre a me entrare in campo. E per farlo servono priorità, liste, organizzazione e sì, probabilmente anche una buona dose delle mie goccine di ansiolitici.
Loro stanno cedendo, comportandosi anche (2su 3) malissimo. Ma per certi aspetti non ha nessuna importanza.
Se voglio andare avanti, occorre andare avanti. E nel pensare a questo in vari momenti oggi, ho sempre iniziato a piangere. Ma è la pura e semplice realtà dei fatti.
Devo trovare qualcosa che mi aiuti a rafforzare la mia autostima un pezzettino alla volta ma in modo concreto.
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