Io, io+ mia mamma, io+ mio padre, io+ mio zio, io+ mia madre+ mio padre, io+ mia madre+ mio zio, io+ mia madre+ mio padre + mio zio… oggi mi sono resa conto con enorme dispiacere che per ogni situazione io assumo caratteri diversi, sfumature forse, ma non da poco. E che anche in casa sono a disagio. Sono a disagio per la tensione tra mio zio e mio padre, per il mio ruolo, quello che è certo è che alla fine, sono a disagio fuori casa, e lo sono anche qui. Che tristezza. Se ci penso ci sono poche situazioni che mi fanno essere me stessa, quando canto, quando insegno cose che so bene a ragazzi più giovincelli, e quando… mi masturbo. In queste 3 situazioni sono libera, liberissima. Va bene, certo, ma la domanda è perché?
Da piccola no, in casa ogni cosa era apposto. Ora è diverso, oltre al fatto che mi immagino vite diverse ad Alassio, anche qui mi sembra di assumere identità diverse in base al piano(e quindi in base alle persone che ho intorno) in cui mi trovo. DIventa sfibrante. E mi chiedo se dipenda molto dagli altri, o se sia la mia insicurezza che prevale, non riesco ad essere me stessa e mi plasmo in base alle esigenze che sento nell'ambiente intorno a me. Non mi piace però, non è giusto per me, e alla fine mi sembra pure rischioso. Del resto se penso al fuori casa tremo addirittura fino a stare male. Mi fanno tutti paura. Mi mettono tutti a disagio. Wow… che bella situazione. E come se ne esce? Perché gestire l'ansia quando si sta così… uff… aiuto. Su questa questione mi sa che c'è molto da riflettere.
e però, poi, arriva un pensiero fugace, veloce che dice che essere se stessi dovrebbe essere la cosa più facile in assoluto, veloce arriva, veloce scompare. Emozioni, momenti. Speranze.
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